Il crooner canadese primo ospite musicale del
Festival
"Amo l'Italia, i suoi cantanti e le mie radici italiane"
Bublé, a Sanremo il re dello swing
"Ma nonno Demetrio resta a casa"
Eseguirà "Feeling Good" e la malinconica "Home"
Fra i progetti, "Quando, quando, quando" con Giorgia
dal nostro inviato ALESSANDRA
VITALI
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| Michael Bublé a Sanremo |
SANREMO - Ha la faccia da bravo ragazzo, ventinove anni e ne
dimostra diciotto e si diverte un sacco mentre gioca in collegamento con
Viva Radio2 di Fiorello. Poi gli tocca il compito più serio, quello di
parlare di Sanremo senza praticamente sapere che cosa sia: "Mi hanno detto
che è un onore, e quindi sono molto contento di partecipare". Jeans, giacca
di renna nera e t-shirt nera, nessun orpello, ecco Michael Bublè, il ragazzo
d'oro della riscoperta dello swing, il primo ospite musicale del Festival di
Sanremo.
Canterà due brani, "Feeling Good", portata al successo da Nina Simone, e
"Home", entrambi contenuti nell'album "It's time", uscito il 4 febbraio, la
seconda una ballata che racconta la nostalgia di casa, della famiglia, degli
affetti. "E spero - scherza - che mi facciano fare anche lo streaptease che
ho preparato". Ma nonno Demetrio, stavolta, non ci sarà. Il settentanovenne
parente del cantante, che lo ha accompagnato lo scorso anno in tournèe in
Italia, stavolta "mi guarderà da casa", dice Bublè.
Canadese di Vancouver con radici abruzzesi, quattro milioni di copie vendute
nel 2003, solo con il primo album dal titolo "Bublè", il giovane crooner in
tre anni ha fatto otto volte il giro del mondo in tournée. Però la sua vera
passione è l'Italia, ha già provato ad approfondire la storia delle sue
radici ma con difficoltà, "perché quando il mio bisnonno arrivò in Canada,
cambiò nome - spiega - quindi è complicato risalire alle sue vicende". Però,
aggiunge, "sono stato a Pescara, e mi hanno mostrato il luogo in cui per la
prima volta si incontrarono il mio bisnonno e la mia bisnonna". E sono
proprio le piccole realtà ad appassionarlo di più: "Ho visitato Barletta,
Lucca, Brescia, e ho scoperto una dimensione straordinaria di questo paese".
Quella per l'Italia è anche una passione professionale: Bublè infatti ha
intenzione di incidere un brano in duetto con un'artista italiana. Con buona
probabilità dovrebbe trattarsi di Giorgia, con la quale dovrebbe cantare
"Quando, quando, quando". E la musica italiana è stata anche nutrimento per
il Bublé giovane e ancora in cerca di successo, "Ascoltavo Laura Pausini,
Vasco Rossi, Jovanotti". Poi, quella con Vasco (che, lo ricordiamo, sarà il
superospite della serata finale del Festival, sabato) è diventata anche
competizione: "Quando è uscito il mio primo album - dice l'artista - andavo
sempre a guardare le classifiche italiane dei più venduti, e dicevo
'finalmente questa settimana ci sarò io, al primo posto'. E invece io ero
secondo perché al primo c'era sempre Vasco, Vasco, Vasco. Maledetto Vasco".
Progetti per il futuro: continuare a lavorare, ma con un occhio alla
costruzione degli affetti. "Vorrei farmi una famiglia, avere dei figli, ma
so che adesso è impossibile, con il mio lavoro e gli impegni che ho". Però,
prima o poi, deve accadere, "perché tutto questo è un sogno, fantastico ma
un sogno, ma prima o poi finirà. E allora, non resteranno che gli affetti.
Per questo voglio pensarci presto".